Ultima tappa del festival a Roma !

poster roma mff2025

Roma è la tappa finale del MEET Film Festival 2025, in programma dal 5 al 7 maggio presso il Teatro Garbatella (piazza Giovanni da Triora n. 5), con la partecipazione di oltre 2200 studenti e 90 docenti delle scuole del territorio. Durante l’evento sono presentati, oltre ai film internazionali in concorso, anche i 20 cortometraggi realizzati dalle scuole del territorio durante l’anno scolastico nell’ambito del progetto Schools MEET Cinema 2.0, che ha coinvolto 9 istituti scolastici laziali: IC Anzio III, IC Sauli, Scuola Paritaria S. Giuseppe, ITET E. Loi, Liceo Linguistico Kant, Liceo Scientifico Newton, le tre sedi del CPIA 7 Anna Maria Lorenzetto. 

Girate tra aule e cortili, queste piccole opere sono un occhio dentro la scuola, e restituiscono uno sguardo autentico sulla quotidianità degli studenti, su Roma e sul quartiere Garbatella. I temi affrontati spaziano dall’uso critico dei social media alla discriminazione, dall’emigrazione e inclusione al diritto allo studio. Al centro, sempre, la forza del “fare insieme” come risposta alle fragilità individuali.

Il Festival è inaugurato lunedì 5 maggio 2025, alle 17, al Teatro Garbatella, alla presenza del minisindaco, Amedeo Ciaccheri, e dell’assessore alla cultura, Luciano Ummarino, del Municipio Roma VIII, della dirigente scolastica dell’ IC Sauli, dott.ssa Valeria Defina, e dei rappresentanti dell’Associazione MEET, Neri Marcorè, attore.

Il programma prevede, oltre alla proiezione dei corti realizzati dagli studenti delle scuole di Roma e del Lazio, laboratori di audiovisivo e la visione di una selezione internazionale tra gli oltre 1100 cortometraggi pervenuti da 101 Paesi del mondo. Uno sguardo ampio e multiculturale sull’attuale panorama dell’audiovisivo scolastico e indipendente, con opere in diverse lingue, stili e approcci, realizzate da autori di ogni età: bambini, ragazzi e adulti. I corti in concorso sono presentati in cinque sezioni: due dedicate ai lavori realizzati da scuole italiane e internazionali, due riservate ai filmmaker che si occupano di educazione e gioventù, e una sezione speciale – “Schools MEET Cinema” – interamente dedicata ai cortometraggi realizzati all’interno del progetto MEET.

Il festival si conclude con la cerimonia di premiazione delle opere in concorso e dei corti realizzati dalle scuole. Presidente di giuria è il regista romano Gianfrancesco Lazotti. Premi speciali ai corti in concorso sono consegnati da organizzazioni locali, nazionali e internazionali.  

“I film del MEET Film Festival 2025 offrono uno sguardo autentico e profondo sul mondo della scuola e dell’educazione attraverso voci che arrivano da contesti locali, nazionali e internazionali – racconta Alessia Simonetti, formatrice e presidente di MEET. Dagli studenti ai filmmaker, emergono storie di fragilità, sfide, amicizie, discriminazioni e inclusione. I corti realizzati nel progetto Schools MEET Cinema 2.0 nascono da esperienze condivise in classe. Anche quest’anno porteremo in sala opere preziose, spesso invisibili nei circuiti tradizionali, che ci mostrano l’educazione come terreno vivo di confronto, resistenza e possibilità. Il festival dà voce a chi usa il cinema per raccontare ciò che spesso non trova spazio altrove: un’occasione per guardare all’educazione come luogo di confronto, ascolto e possibilità”.

RASSEGNE: “LA CONDIZIONE DELLA DONNA NEL MONDO” e “L’AUDIOVISIVO NELLA SCUOLA DAGLI ANNI ‘60 AD OGGI”

Durante il Festival viene dato spazio a due rassegne: “La condizione della donna nel mondo” e “L’audiovisivo nella scuola dagli anni ‘60 ad oggi”. Nella prima i corti presentati hanno un’unanime denuncia della situazione di emarginazione, sfruttamento, sottomissione in forme assai diverse, da luogo a luogo, delle donne. Le situazioni più estreme sono proposte dai video che provengono dall’Afghanistan, dove la scuola è proibita alle donne: Costantino Tenuta, dell’Associazione Wave of Hope for the Future, presenta il docufilm “Home Prison, Home Schools”. È una testimonianza di una scuola segreta per donne, dove a rischio della propria vita i docenti cercano ancora oggi di garantire l’istruzione alle ragazze afghane. Dall’Afghanistan proviene anche un altro corto sul divieto di istruzione delle donne afghane, si tratta di “Siasar”, del regista Mahmood Sharifi Sal. Altri short film provengono dall’Iran, mostrando la situazione delle bambine nella società e nelle scuole. Sotto altre forme, gli episodi di discriminazione e sopraffazione delle donne sono denunciati da video che arrivano anche dall’Italia e dall’Europa. 

La rassegna “L’audiovisivo nella scuola dagli anni ‘60 ad oggi”, realizzata in collaborazione con Archivio “Home Movies” di Bologna, mostra come l’audiovisivo sia entrato nel mondo scolastico da tanto tempo. Non solo da oggi con i nuovi strumenti digitali, con gli smartphone a disposizione di tutti, con i social. Da tanti anni nella scuola insegnanti rivoluzionari e dediti ai loro allievi hanno cercato di utilizzare la potenza delle immagini in movimento, della loro capacità di coinvolgimento, di attrazione e attenzione. La rassegna vuole provare a dare la dimensione storica del fenomeno mostrando i film fatti a scuola a partire dal ’69 su pellicola “Super 8”, e poi la sua evoluzione fino all’uso anche nella scuola dell’intelligenza artificiale per la creazione di prodotti utili all’insegnamento.